I bambini non sempre riescono a comprendere e a gestire quello che sentono nel corpo, nel cuore e nella testa e si genera in loro una confusione emotiva; possiamo immaginare come se dentro di noi ci fosse un termometro collegato a cuore, corpo e cervello, capace di regolare la temperatura emotiva, aumentandola o diminuendola a seconda delle necessità. A volte il termometro interno va fuori uso e non riesce a regolare la temperatura, è il caso, per esempio, di bambini in preda a crisi di rabbia che diventano aggressivi e che rischiano di fare o di farsi male, oppure così tristi da manifestare crisi di pianto difficili da contenere.

Nella zona verde del termometro le emozioni, le sensazioni del corpo e i pensieri sono in uno stato di regolazione; un bambino che si trova in questa zona è in grado di regolare le proprie emozioni mantenendole entro un livello gestibile, è in grado di pensare, riflettere e prendere decisioni in modo adeguato e funzionale.

Nella zona rossa ci si trova invece in uno stato di iper-attivazione, cioè “tutto troppo”: in questo caso la mente del bambino viene sopraffatta dal caos, sono possibili reazioni discontrollate, con una certa difficoltà nel tornare allo stato di calma.

Al contrario, nella zona blu ci si trova in uno stato di ipo-attivazione cioè “troppo poco”: quando si trova in questa condizione il bambino tenderà a ritirarsi, a chiudersi emotivamente, a mostrare eccessiva rigidità e a rendersi meno disponibile alla relazione.

In tutti questi casi gli adulti dovrebbero fungere da manutentori del termometro dei bambini fornendo loro strategie che possano aiutarli a far funzionare in modo adeguato il proprio termometro interno diventando sempre più emotivamente competenti.

Per raggiungere questo obiettivo e favorire la permanenza del bambino nella zona verde, si può immaginare una strada con quattro tappe:

  • Saper accogliere le emozioni: talvolta, grandi e piccoli, fanno fatica ad accogliere le emozioni meno piacevoli, come rabbia e tristezza, perché magari gli fanno provare nel corpo sensazioni troppo intense oppure perché hanno imparato che è meglio non esprime quell’emozione. Il bambino può percepire che proprio quell’emozione produce fastidio a sé o a chi sta con lui perché non è il momento giusto, o il momento migliore, o quello che l’altro si aspetta. 
  • Saper riconoscere le emozioni:
  • Conoscere in teoria. È importante che nella quotidianità l’adulto racconti cosa lo ha reso felice, cosa lo ha stupito o cosa lo ha fatto arrabbiare in quella giornata. In questo modo si offre ai bambini un’occasione non solo per comprendere cosa siano le emozioni, come si chiamano e come le provano mamma e papà, ma anche quanto possa essere bello parlarne insieme.
  • Conoscere in pratica. Aiutare il bambino a comprendere cosa gli succede quando prova le diverse emozioni: i segnali del corpo, i pensieri e il comportamento che ne segue. Ad esempio, si potrebbe sostituire la domanda “cosa avete fatto oggi a scuola?” con domande più specifiche come “ti è capitato di arrabbiarti oggi?” o “c’è stato qualcosa che ti ha reso felice?” e provare a fargli ricordare cosa gli è successo proprio in quel momento nel corpo e nella mente. 
  • Saper riconoscere in me e negli altri l’emozione. Se ho fatto esperienza che quella emozione in me si manifesta attraverso questi segnali e questa esperienza si è ripetuta più volte, diventerà sempre più semplice e automatico attribuirle il giusto significato; questo mi aiuterà anche a capire e a riconoscere negli altri le emozioni che provano.
  • Saper nominare: saper riconoscere i componenti dell’emozione nel corpo e nella mente, riconoscerla e darle un nome significa farne esperienza personale e renderla comunicabile. Significa anche poter esprimere quello che accade dentro e, nel caso ce ne fosse bisogno, cercare aiuto.
  • Saper regolare le emozioni: in generale, le reazioni che rientrano nella zona rossa del termometro sono più facilmente visibili perché solitamente mettono l’adulto di fronte a comportamenti difficili da gestire; al contrario, reazioni che rientrano nella zona blu possono essere scambiate per stanchezza, malessere o reazioni passeggere. È importante che gli adulti prestino attenzione ai segnali dei bambini, li aiutino a riconoscere e verbalizzare quello che sentono dentro di loro e trovino, insieme ai piccoli, delle strategie funzionali alla loro regolazione emotiva e comportamentale.

Dott.ssa Aurora Locatelli